10° EDIZIONE DELL’ANNUARIO

E così siamo giunti al traguardo della decima edizione, la seconda incisa in supporto informatico.
La sua diffusione è finalizzata a fornire un utile archivio a chi si interessa di ambiente, a chi opera nei settori meteo-dipendenti, agli appassionati e a coloro che semplicemente gradiscono avere un prodotto “non commestibile” proveniente dallo Scarabelli.

Anche questo annuario, come i precedenti, è frutto di attenzioni continue sugli avvenimenti meteorologici e sulle apparecchiature dedicate e rappresenta uno dei tanti settori dove l’Istituto è indice di operosità, efficienza e comunicazione.

Compiendo un veloce passaggio sull’anno meteorologico 2009 e assodato che l’umana meteo-memoria è piuttosto breve, si ritiene interessante stilare un riassunto climatologico dello scorso anno.

Da gennaio fino novembre, nella nostra città, non si sono verificate situazioni meteo particolari e i parametri di riferimento raramente sono usciti dalle medie stagionali; nota di rilievo per le siccità di luglio, agosto e settembre, che non hanno comunque provocato particolari preoccupazioni.

Nello stesso periodo invece, a Nord e Sud dell’Italia, spesso sono emerse situazioni estreme, con allagamenti e forti venti, che hanno determinato gravi danni alle cose e purtroppo anche alle persone.

Il mese di dicembre, si è distinto soprattutto nella zona imolese, con basse temperature ed importanti nevicate.
Allo Scarabelli, sono state registrate temperature limite di – 17,7 °C a 50 cm dal suolo e – 13,8 °C a due metri di altezza, mentre il manto nevoso è salito fino ad uno spessore di 17 cm, scioltisi poi in soli due giorni, per l’avvento del Libeccio (la Cureina) che in sole 24 ore ha fatto alzare le temperature di circa 15 °C. Ciò ha comportato un aumento del livello idrico dei fiumi che in alcuni casi sono usciti dal proprio alveo.

Per la nostra zona, il fenomeno è da considerarsi eccezionale, in quanto le temperature, scese a livelli quasi record, nel loro rigore sono state superate soltanto dalle minime di gennaio 1985, dove a due metri da terra si raggiunsero – 17,8 °C.

I freddi intensi e repentini, hanno lasciato tracce irreversibili su diverse specie vegetali, con falcidia delle ornamentali più sensibili e gravi necrosi su alcuni fruttiferi quali: l’Actinidia (Kiwi), l’Olivo, il Pesco e l’Albicocco, determinando spesso la perdita totale della pianta.

Il Dicembre 2009 ha fatto da preludio ad un inverno finalmente normale per gli imolesi, nel quale Gennaio e Febbraio 2010 non sono stati altrettanto freddi, ma per andamento climatico hanno fatto rivivere gli inverni di 20 anni fa.
Che sia di buon auspicio per l’arresto del riscaldamento globale?

Per la realizzazione dei questo elaborato si ringrazia il Dirigente scolastico Prof. Nevio Negroni, l’amico e collega Prof. Roberto Rinaldi Ceroni per la consueta e competente consulenza, il sig. Michele Pirazzini per il supporto tecnico informatico e l’amministrazione provinciale di Bologna per avere stampato in compartecipazione le copie di questo elaborato.

Prof. Fausto Ravaldi
Responsabile Osservatorio meteorologico Scarabelli.

 

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